10 gennaio 2017

Canto di Natale in mille battute: prima classificata!

Recentemente ho preso parte all'iniziativa "Festeggia il Natale" di Rizzoli. Di seguito il mio contributo vincitore: come sarebbe andata se Scrooge non avesse ricevuto in visita i famigerati tre spiriti?

18 dicembre 2016

Top 3 libri da regalare a Natale

Parlando di regali, un libro è un perfetto compromesso last minute. Sì, ma quale scegliere?

Come stereotipo detta, non è Natale senza una buona lettura davanti al camino. E se in Islanda regalare un libro è d'obbligo, tra gli italiani tale tradizione va diffondendosi tanto quanto la concezione del bestseller come salvifico ripiego dell'ultimo minuto. Volendo però evitare di scadere nel grottesco avendo sciaguratamente dato credito alle classifiche dei più venduti, è in ogni caso possibile ripiegare sui titoli a tema. Che si tratti del classico romanzo di formazione dickensiano o dell'economica (ma non proprio) raccolta di gialli con ambientazione smodatamente luminosa e addobbata, basta un fiocco sulla copertina perché un libro sia pronto per la sua impersonale comparsata sotto l'albero.

17 dicembre 2016

L'et(n)ica del multiculturalismo

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Questo quanto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana all'articolo 3 comma 1, che dispone altresì l'intervento dello Stato laddove tale norma si ritenga violata: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».
La presa delle distanze dell'individuo dalla società arriverebbe dunque a ledere il suo personale sviluppo, senza contare il danno collaterale recato alla società stessa.

21 novembre 2016

L'inverno dei migranti

Molte rondini erano partite; altre partivano. Eravamo giunti in tempo per salutare l'ultimo stormo.
Tutti i nidi erano abbandonati, vacui, esanimi. Qualcuno era infranto, e su gli avanzi della creta tremolava qualche piuma esile. L'ultimo stormo era adunato sul tetto lungo le gronde, e aspettava ancóra qualche compagna dispersa. Le migratrici stavano in fila su l'orlo del canale, talune rivolte col becco, altre col dorso, per modo che le piccole code forcute e i piccoli petti candidi si alternavano. E, così aspettando, gettavano nell'aria calma i richiami. E di tratto in tratto, a due, a tre, giungevano le compagne in ritardo. E s'approssimava l'ora della dipartita. I richiami cessavano.
Un'occhiata di sole languida scendeva su la casa chiusa, su i nidi deserti. Nulla era più triste di quelle esili piume morte che qua e là, trattenute dalla creta, tremolavano.
Come sollevato da un colpo di vento subitaneo, da una raffica, lo stormo si levò con un gran frullo di ali, sorse nell'aria in guisa d'un vòrtice, rimase un istante a perpendicolo su la casa; poi, senza incertezze, quasi che davanti gli si fosse disegnata una traccia, si mise compatto in viaggio, si allontanò, si dileguò, disparve.
(L'innocente, Gabriele D'Annunzio)

10 giugno 2016

La filo-scienza

«Si pretenda dal filosofo che sia modesto come lo scienziato», suggeriva Reichenbach nel suo trattato del 1951 intitolato La nascita della filosofia scientifica. Furono in molti, nel corso dei secoli a partire dalle prime scoperte scientifiche, a storcere il naso dinanzi all'inconsueto accostamento filosofia-scienza, giudicato addirittura ossimorico. Galilei, in particolar maniera, parlò della sua personale attività di ricerca come diretta derivazione di "certe dimostrazioni" e "sensata esperienza", ponendosi distante dal "mondo di carta" dei filosofi a lui coevi. Gli alterchi dell'ideologo, nella lor propria relativa realità, risultano fatui e di facile confutazione agli occhi dell'uomo di scienza. Non può essere che soggettiva quell'opinione sì fondata, ma che tutta dipende dalla prospettiva.

11 gennaio 2016

Informazione e spettacolarizzazione

Non vi è agire da considerarsi più riprovevole di quello speculativo; almeno per un giornalista, uno vero. Ci si riferisce naturalmente alla ben nota operazione commerciale intesa, da dizionario, a «ottenere un utile sfruttando senza scrupoli le situazioni favorevoli». Situazioni "favorevoli" sono in tal caso rappresentate da episodi di cronaca nera, come pure da gossip e da tutti quei fattucoli a cui il pubblico si dimostra particolarmente interessato. Mai però tale interesse diventa morboso come quello di certi cronisti o aspiranti tali.

28 dicembre 2015

Da Zalone a Volo, la ricetta del successo

Una volta era Decadentismo; oggi è vera decadenza. Ecco gli ingredienti alla base dei beceri fenomeni di massa.

È ormai triste dato che le classifiche letterarie dei più venduti siano oggi monopolizzate da quei titoli tanto commerciali quanto commerciabili firmati Fabio Volo e Bruno Vespa. Le ragionevoli sollevazioni – fra le quali si ricorda l'ironico commento del 12 dicembre di Geppi Cucciari a Che fuori tempo che fa – stanno recentemente disseppellendo l'antica questione Ciceronica dell'"O tempora, o mores!". Saranno i tempi, a degradarsi imprescindibilmente, oppure i costumi, a essere sempre meno condivisi e ben accetti dall'intellighenzia, la quale ripudierebbe quello che è da considerarsi reale progresso?